La Commissione Donne del partito dei CARC aderisce e partecipa alla manifestazione del 28 novembre a Roma conto la violenza sulle donne lanciata dal comitato promotore Torniamo in piazza.
La mobilitazione e la lotta contro la violenza sulle donne e per la loro emancipazione è legata alla lotta contro lo smantellamento della scuola pubblica, contro i licenziamenti e le discriminazioni sul lavoro, contro la devastazione ambientale, contro la guerra, contro l’oscurantismo del Vaticano, contro l’omotransfobia, il razzismo e il fascismo che la banda Berlusconi e i suoi lacché stanno fomentando.
I nostri nemici sono il Vaticano, i padroni e i loro governi: sono loro i responsabili di tutto il sudiciume di questa società, delle difficoltà che soffocano migliaia di donne, uomini, anziani e bambini, sono loro e il loro ordinamento sociale che costringono le masse popolari soprattutto quelle femminili alla miseria e allo sfruttamento, alla precarietà e all’abbrutimento, solo loro che fomentano e alimentano violenza, razzismo e sessismo. La violenza sulle donne non è frutto del caso né della natura bestiale ed egoista degli uomini! E’ l’effetto del programma di miseria, devastazione e guerra della borghesia, dell’emarginazione e del degrado in cui l’ordinamento borghese getta e costringe un numero crescente di persone, della sistematica opera di divisione e contrapposizione tra lavoratori e masse (uomini e donne, omosessuali ed eterosessuali, italiani e immigrati, lavoratori pubblici e privati…) condotta dalla borghesia, della cultura di sopraffazione, di affermazione di sé contro e a scapito degli altri alimentata dalle forze borghesi.
Uniamoci in un fronte comune di lotta
- contro i responsabili di quello che rende dura, misera e difficile la nostra vita per difendere le conquiste di civiltà e benessere nostre e di tutte le masse popolari;
- per costruire un governo di blocco popolare, promosso e gestito dalle organizzazione operaie e popolari che faccia fronte agli effetti più devastanti della crisi, per fermare la deriva autoritaria e antipopolare e stroncare sul nascere le prove di fascismo che i gruppi più reazionari della classe dominante stanno facendo. Solo su questa base è possibile creare le premesse della convivenza civile, dell’ordine pubblico, della sicurezza delle masse popolari;
- per costruire un “altro mondo possibile”: un mondo in cui ci sia un posto dignitoso per ogni uomo, donna, anziano e bambino delle masse popolari; un mondo in cui le donne possano scegliere liberamente e serenamente quando diventare madri perché libere dalla necessità; un mondo in cui casa, cibo, vestiti, istruzione, assistenza sanitaria, cinema, teatro, vacanze, ecc., siano un diritto di tutti i membri delle masse popolari, non qualcosa che chi ha i soldi può acquistare e chi non ce li ha si arrangia; un mondo in cui la nascita, la cura e la formazione dei figli siano un compito dell’intera società; un mondo in cui tutto quello che la scienza e la conoscenza umana produce e ha prodotto sia messo a disposizione del nostro presente e del nostro futuro, dei nostri figli. In un mondo così, in un mondo socialista, la discriminazione e la violenza sulle donne diventeranno via via il ricordo sempre più sbiadito di un’epoca passata di arretratezza e barbarie!
Perché la giornata internazionale contro la violenza sulle donne non è un giorno di commemorazione di tutte le morti per violenza come la borghesia vorrebbe per poi tenerci lontani dal “ricordo” durante tutto l’anno; per molte donne organizzate e non, questa giornata come anche altre iniziative sparse sul territorio nazionale riempie di prospettive questa società: questa giornata è una giornata di mobilitazione di milioni di donne che in tutto il mondo con la loro determinazione e coraggio lottano per costruire un futuro migliore.
È con questo spirito che aderiamo e partecipiamo alla manifestazione nazionale del 28 novembre: uniamo la nostra lotta a quella delle donne di tutto il mondo e promuoviamo e costruiamo la Conferenza Mondiale delle Donne che si terrà nel 2011 in Venezuela: la violenza, lo sfruttamento, l’oppressione non hanno confini né nazione!
Per la rinascita del movimento internazionale delle donne!
Per la liberazione della donna!
Per una società liberata dallo sfruttamento e dall’oppressione!
Il futuro è nelle nostre mani